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Segreteria Assomusica

L'Associato Vincenzo Bellini eletto Presidente del Distretto Produttivo “Puglia Creativa”

15 novembre 2013 - Il nostro Associato Vincenzo Bellini, titolare della Società Bass Culture srl di Bari, è stato eletto Presidente del Distretto Produttivo "Puglia Creativa" il 24 ottobre scorso, con votazione unanime del Comitato Direttivo.
A convincere i rappresentanti dei 13 settori del Distretto è stato il programma triennale proposto da Bellini ed incentrato su un articolato percorso strutturale; alla base troviamo il rafforzamento della rete produttiva legata all’impresa creativa regionale, la necessità di inserire in maniera efficace la Puglia in un ampio progetto di internazionalizzazione e l’ampliamento del percorso strategico correlato alla formazione.

Il Distretto Produttivo “Puglia Creativa” - esempio unico in Italia - è l’espressione delle imprese culturali e creative pugliesi in risposta alla Legge Regionale n. 23/2007. Compito istituzionale del Distretto è raccordare le politiche regionali per il sostegno all’impresa con i bisogni e gli obiettivi di rafforzamento in funzione delle attività di carattere culturale e creativo.

Clicca qui per leggere il Comunicato Stampa ufficiale dell'Elezione.

 

Assemblea Straordinaria Assomusica - 12 dicembre 2013

Giovedì 12 dicembre 2013 a Milano, in sede da definire, si terrà l'Assemblea Straordinaria di Assomusica per deliberare sulle Modifiche Statutarie finalizzate al riconoscimento dell'Associazione.
Il Programma dettagliato dei lavori è in via di definizione.

La cultura vale più dell'auto. In Francia pesa il 4% del Pil

8 novembre 2013 PARIGI - L'industria culturale vale di più di quella automobilistica. Lo sostiene un nuovo studio di EY (ex Ernst&Young) commissionato dalla Saicem, la Siae francese. Per la prima volta è stato calcolato l'intero fatturato del settore, sommando tutte le varie attività, dall'arte alla musica, dal cinema al teatro, l'architettura, l'editoria e persino i videogiochi. E il risultato è sorprendente: ben 74 miliardi di euro di fatturato, il 4% della ricchezza nazionale prodotta. Contrariamente a quel che normalmente si pensa, la cultura insomma pesa nell'economia molto più di settori come le telecomunicazioni (66,2 miliardi), la chimica (68,7 miliardi) e la produzione di automobili (60,4 miliardi). Anche dal punto di vista occupazionale, è un comparto che crea non pochi posti di lavoro: 7,1 milioni di persone impiegate nel settore, il 5% della popolazione attiva. E' una galassia di attività e imprese che va dall'enternainment all'informazione, con forti disparità al suo interno. Il fatturato più alto (19,8 miliardi) è nelle cosiddette "arti visive e plastiche": dal grafismo, alla foto, all'architettura e il design. Al secondo posto (14,9 miliardi) la televisione, al terzo (10,7 miliardi) l'informazione tra giornali e newsmagazine. Poi vengono la musica (8,6 miliardi), lo spettacolo dal vivo (8,4 miliardi), i libri (5,6 miliardi), i videogiochi (5 miliardi), il cinema (4.4 miliardi) e la radio (1,6 miliardi). Il nuovo rapporto è stato presentato oggi dalla Saicem, in occasione del lancio del nuovo portale francecreative.fr: una vetrina dell'industria culturale. Secondo il presidente della Saicem, Jean-Noel Tronc, questo settore ha sofferto in passato dei diversi corporativismi: gli interessi dei lavoratori del cinema non coincidono sempre con quelli del teatro o dell'editoria. "E' arrivato il tempo di unirsi tutti insieme" dice Tronc che oggi ha consegnato il rapporto di EY al governo e al presidente François Hollande. L'obiettivo è proteggere il settore dalle nuove liberalizzazioni chieste dall'Unione europea. La Francia, in particolare, ha preteso che il comparto culturale non venga inserito nel nuovo accordo di libero scambio commerciale con gli Stati Uniti. E' una rivendicazione in nome dell'eccezione culturale. E guardando i numeri vien da pensare che non sia solo sciovinismo ma anche un logico calcolo economico. Nonostante la concorrenza internazionale, la Francia ha alcuni giganti nel settore: Universal per la musica, Hachette nell'editoria, Ubisoft nei videogiochi. Nel cinema, rimane uno dei più importanti poli per produzioni e coproduzioni. Certo, molti settori, come l'editoria, hanno risentito della crisi. Ma i francesi continuano a spendere l'8,4% del reddito e dedicano quasi 9 ore al giorno ad attività culturali.

Fonte: www.repubblica.it

Fuga dalla Cultura. Il calo europeo e il crollo italiano

5 novembre 2013 - Il nostro Paese è al 23° posto della classifica continentale. Colpa della crisi? Non solo: mancano tempo e interesse.

Clicca l'allegato per leggere gli articoli completi de La Stampa, a firma di Marco Zatterin e Gianni Riotta.

 

IL DECRETO DEL FARE ACCOGLIE LE NOSTRE RICHIESTE!!!

Cari Colleghi,

FINALMENTE CON L'APPROVAZIONE DEFINITIVA OGGI POMERIGGIO DEL DL 69/2013 DEL "DECRETO DEL FARE"

si stabilisce che dovrà essere emanato, entro il 31 dicembre 2013, un decreto che tenga conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento della nostra attività.

PER LA PRIMA VOLTA UNA LEGGE DELLO STATO ITALIANO RECEPISCE LE ISTANZE AVANZATE DALLA NOSTRA CATEGORIA

UN PRIMO IMPORTANTE SUCCESSO CHE HA VISTO UN IMPEGNO COSTANTE E COLLETTIVO.

Voglio pertanto ringraziare:

L'on Jole Santelli, Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per la sensibilità dimostrata nel recepire ed analizzare le nostre istanze;
I funzionari del Ministero del Lavoro che con grande impegno hanno sintetizzato un lungo lavoro di verifiche e controllo dell'intera filiera impegnata nella realizzazione di un evento musicale;
Io studio di consulenza legale dell'Avv. Verbaro per aver preso a cuore con estrema professionalità ed impegno l'incarico da noi conferitogli;
Gli associati De Biasi, Artese e Milani; l'ing. Felice Monaco, il Comune di Bologna ed Anci;
e tutti quei soggetti che hanno contribuito a fotografare la realtà del nostro lavoro e a presentarne i risultati nel convegno "Sicuramente Live" tenutosi in aprile a Bologna.
Inutile nascondervi la mia soddisfazione e l'angoscia di queste ultime settimane di incertezze politiche, che mi hanno fatto passare notti insonni per la paura di vedere sfuggire un traguardo a cui ho dedicato quasi ogni giornata dell'ultimo anno, fin dal primo giorno della mia nomina.

Con altrettanta franchezza corre obbligo informarvi che ora inizia un lavoro ancora più impegnativo, teso al raggiungimento di una normativa che sia effettivamente idonea alla nostra attività e "Sicuramente Live"

Cordiali saluti.

Vincenzo Spera

Siae gran bazar

29 ottobre 2013 - Ha chiuso con un avanzo positivo di oltre 18 milioni di euro il bilancio della Siae – la società italiana autori ed editori – relativo all’esercizio 2012. Un risultato straordinario – il 2011 si era chiuso con un attivo che non raggiungeva neppure un milione di euro – che giustifica l’ottimismo dell’ormai ex Commissario straordinario della Siae, Gian Luigi Rondi e la sua gratitudine verso i sub commissari straordinari che lo hanno accompagnato nella missione di risanamento dell’Ente e del Direttore Generale, Gaetano Blandini.

Tuttavia, a leggere tra le pieghe, del bilancio della società emerge un dato preoccupante. La Società italiana autori ed editori nata dalle intuizioni e convinzioni di alcuni tra i più grandi ingegni della cultura italiana come Verdi, Carducci, De Amicis o De Santis sembra ormai divenuta un Gran Bazar nel quale, peraltro, la raccolta e la gestione dei diritti d’autore è il reparto meno efficiente e più dissestato. Nel 2012, infatti, la Siae, ha incassato – a titolo di diritti d’autore – oltre 25 milioni di euro in meno rispetto a quanto incassato nel 2011.

E’ un dato preoccupante che diventa allarmante se si considera che la Società, nel 2012, ha visto assottigliarsi ulteriormente anche i già esigui risultati relativi ai diritti incassati in ambito multimediale in assoluta controtendenza rispetto a quanto accade nel resto del mondo. Una società di raccolta e gestione dei diritti d’autore che, nell’era di Internet, vede contrarre gli incassi per le utilizzazioni online è una società dal futuro almeno incerto.

Ma non basta. Persino la rete territoriale della Siae – sin qui autentico fiore all’occhiello della società – comincia a perdere colpi e nel 2012 ha raccolto oltre 10 milioni di euro di diritti d’autore in meno rispetto a quanti ne aveva raccolti nel 2011. Tutto questo mentre i costi della produzione sono – benché marginalmente – aumentati.

E allora come si spiegano gli eccellenti risultati di bilancio ottenuti nell’esercizio 2012? La verità – raccontata in modo inequivoco ed incontestabile dai numeri – è che, nel 2012, la Siae ha compensato i deludenti risultati ottenuti sul fronte della raccolta dei diritti d’autore con i ricavi percepiti da una serie di attività che nulla o quasi hanno a che vedere con le finalità e gli scopi principali della società.

A ripianare le perdite, nel 2012, infatti, ci hanno pensato la montagna di soldi incassata quale corrispettivo dei servizi che la Siae ha erogato all’Agenzia delle Entrate ed a quella dei Monopoli di Stato, gli straordinari proventi finanziari percepiti grazie alla lentezza nel riparto tra gli aventi diritto di quanto di loro competenza e, infine, attraverso le enormi plusvalenze generate dal conferimento straordinario del proprio patrimonio immobiliare nel Fondo Norma.

Oltre 29 milioni di euro, solo il corrispettivo incassato dall’Agenzia delle Entrate per lo svolgimento di attività ispettive che nulla hanno a che vedere con il diritto d’autore e oltre 5 milioni di euro quelli incassati dall’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Oltre 34 milioni di euro, insomma, che sono finiti nelle casse della Siae ma ben avrebbero potuto finire nelle casse di un qualsiasi altro fornitore dei medesimi servizi che, peraltro – se l’appalto per la loro esecuzione fosse stato posto in gara – avrebbe potuto, magari, garantire allo Stato condizioni più favorevoli.

Oltre 31 milioni di euro, incassati nel 2012, a titolo di interessi sulla montagna di denaro – in media quasi 900 milioni di euro – depositata sui conti correnti della Siae in attesa di essere ripartita tra gli aventi diritto. Oltre 8 milioni di euro il risultato della gestione straordinaria ovvero delle plusvalenze e sopravvenienze attive generate da operazioni non ripetibili negli esercizi che verranno. Il conto è presto fatto: oltre settanta milioni di euro di quelli che hanno consentito alla Siae di chiudere il bilancio con un attivo record, provengono da “reparti” del Gran Bazar che non c’entrano nulla con i diritti d’autore.

Ciascuno, naturalmente, tragga le proprie conclusioni ma non può negarsi che esiste un “caso Siae” del quale è urgente che Governo e Parlamento si occupino perché un ente pubblico economico chiamato a svolgere importanti funzioni pubblicistiche nel settore dei diritti d’autore, evidentemente, non può tenere i propri conti a galla grazie a attività e soluzioni finanziarie che non hanno niente a che vedere con il diritto d’autore.

di GUIDO SCORZA www.ilfattoquotidiano.it

 

Siae: il post di Gaetano Blandini in risposta al blog dell'avvocato Scorza

 

Link agli Articoli de Il Fatto sullo stesso argomento:

Concerti a Milano, Comune pronto ad aumentare le deroghe (per Vasco e Pearl Jam)

29 ottobre 2013 Con un calendario che a novembre non ancora iniziato prevede già otto date (due di Vasco Rossi, due di Ligabue, due degli One Direction, una dei Modà e una di Biagio Antonacci) lo stadio Meazza di San Siro, a Milano, si sta preparando a diventare uno dei luoghi più frequentati dagli appassionati di rock per la prossima bella stagione: il Comune, in vista di una stagione così affollata, sta già pensando ad aumentare il numero delle deroghe "ai limiti di rumore per lo svolgimento di manifestazioni in luogo pubblico", provvedimento varato ad hoc per i grandi eventi che permette agli organizzatori di "sforare" in termini di decibel e orario senza incorrere in sanzioni e provvedimenti (come invece successe per i 22 minuti extra del concerto di Bruce Springsteen, sempre a Milano, nel 2008).

Le linee di indirizzo adottate dalla giunta la scorso maggio, riferisce l'edizione locale del Giorno oggi in edicola, parlano di un massimo di otto deroghe in vista di altrettanti concerti, per l'estate 2014, da far ospitare la Scala del calcio, ma i promoter avrebbero già inoltrato domanda di affitto della struttura per almeno altre tre date: due - il 9 e il 10 luglio - per un bis della residency di Vasco Rossi e una (ancora non confermata) - il 12 o il 18 giugno - per i Pearl Jam, recentemente tornati sulle scene con il nuovo album "Lightning bolt". Tre appuntamenti, questi, che farebbero salire il totale dei concerti previsti per la prossima estate al Meazza da otto a undici. "L'obbiettivo è quello di aumentare gli eventi a Milano, non solo in vista dell'Expo", ha spiegato l'assessore a Turismo e Attività Produttive Franco D'Alfonso: "E' allo studio una nuova delibera sulle autorizzazioni in deroga: dovrei riuscire a portarla in giunta entro fine anno. Il massimo di otto concerti a San Siro? Linea troppo prudente: Milano merita un numero maggiore di grandi eventi".

Fonte: www.rockol.it

Arena coperta, scoppia subito la polemica

26 ottobre 2013 - Dopo l'annuncio del sindaco Tosi di voler indire un concorso di idee, alcuni architetti veronesi intervengono sul progetto, mentre la Sovrintendenza dice no.
Tinè: "Ipotesi assurda: il momunento ha bisogno di riposo, non di più serate di eventi". Toffali: "Progetto stimolante, ma sarà fattibile?". Forti: "Più tutela e manutenzione"

Clicca l'allegato per leggere l'articolo completo de L'Arena.

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