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Segreteria Assomusica

Concerti, David Bowie: guerra (milionaria) tra promoter per il ritorno dal vivo

- Per il momento sono solo rumor circolanti tra gli addetti ai lavori d'oltremanica, e niente - in via ufficiale - è ancora stato confermato, ma, se quanto riferito oggi dal Mirror dovesse corrispondere a realtà, il 2014 potrebbe essere l'anno che segnerà il ritorno sulle scene live di David Bowie. A lasciar supporre che il Duca Bianco possa portare sui palchi "The next day", il suo album più recente, ideale seguito di "Reality" del 2003, è una vera e propria guerra, combattute tra due dei maggiori live promoter sulla piazza mondiale - Live Nation e AEG - che si starebbe combattendo a colpi di milioni di sterline per avere l'esclusiva sul ritorno sotto i riflettori dell'artista.

Stando alle indiscrezioni circolanti, ad aprire il fuoco sarebbe stata per prima Live Nation, che avrebbe messo sul piatto una cifra a sei zeri per organizzare uno o più eventi con Bowie protagonista per la prossima estate all'Olympic Park di East London, nella capitale inglese: non dovrebbe farsi attendere la risposta di AEG, che - secondo gli insider consultati dalla testata inglese - starebbe preparando un'offerta all'altezza.

I ritorno dell'ex Ziggy Stardust sulle scene - che calcò per l'ultima volta nel 2006 per un estemporaneo duetto con Alicia Keys, ma che abbandonò formalmente due anni prima dopo aver interrotto la sua tournée, in Germania, per problemi cardiaci - è uno degli argomenti più dibattuti degli ultimi mesi. Lo stesso Bowie, almeno a sentire i suoi collaboratori di fiducia, avrebbe idee contrastanti, al proposito: "Direi che le possibilità che succeda qualcosa siano del 50%", spiegò lo scorso febbraio all'edizione statunitense di Rolling Stone Gerry Leonard, chitarrista chiamato dal cantante per le ultime session di registrazione: "Un paio di volte, prende in studio suonavamo dal vivo delle canzoni del nuovo disco, lui diceva: 'Questa suonerebbe benissimo dal vivo'. Noi ci guardavamo con l'espressione: 'Avete sentito anche voi? L'ha detto davvero?'. Altre volte, invece, quando qualcuno gli faceva cenno di possibili concerti, lui alzava gli occhi al cielo".

"Se ha il tarlo di tornare a suonare dal vivo, state certi che i concerti ci saranno", proseguì Leonard: "La sua voce suona benissimo, e anche lui ha un ottimo aspetto. Può tranquillamente farlo. Ma, sapete, con David non si può mai dire. A me sembra che lui voglia registrare un altro disco, prima di tornare ai live. E' davvero molto prolifico, in questo periodo".

Fonte: www.rockol.it

SIAE, le proposte di Gino Paoli: Cassa di Previdenza e incentivi al live

29 agosto 2013 - Il neo presidente della SIAE Gino Paoli ha promosso uno studio per verificare la possibilità di istituire una nuova Cassa di Previdenza degli autori che consenta agli stessi di versare contributi per maturare il diritto alla pensione. Lo ha ricordato lo stesso cantautore in un intervento pubblicato su Laflauta.it., blog gestito dalla docente e flautista jazz Anna Maria Dalla Valle che qualche giorno fa aveva inviato una lettera aperta al ministro per i Beni Culturali Massimo Bray suggerendo una serie di proposte per favorire le piccole attività musicali (ricevendo risposta diretta dal membro del governo). "Sono convinto che solo quando nella società civile ci sarà vera consapevolezza che il nostro è un LAVORO", aggiunge Paoli nella sua missiva, "sarà possibile ottenere il rispetto dovuto a chi deve veder compensato il frutto del suo impegno e veder riconosciute le battaglie non demagogiche che alcuni di noi conducono da molti anni contro la pirateria digitale e non".

Nella sua lettera, il presidente SIAE anticipa anche l'impegno "a presentare in tempi brevissimi una proposta che incentivi la musica dal vivo soprattutto in favore degli autori più giovani e nei luoghi dove più facilmente vengono chiamati a suonare", ribatte (in risposta a una dichiarazione dello stesso Bray) che il diritto d'autore non è una tassa ("Sono certo che si è trattato di una semplificazione per amor di sintesi, avendo avuto modo di recente di confrontarmi con lui e conoscerne la notevole sensibilità") e risponde alle considerazioni della Dalla Valle sostenendo che "non esistono autori di serie A o di serie B", in quanto la SIAE "non può operare una ripartizione dei diritti sulla base di parametri qualitativi, ma deve e può esclusivamente operare rispetto all'utilizzo dell'opera". Paoli ricorda che "la quota associativa (che era ferma da oltre 10 anni) è stata portata da 100 a 150 euro, mentre è stata dimezzata (da 100 a 50 euro) la quota per conferire mandato di tutela delle proprie opere (...). L'unica differenza tra associati e mandanti riguarda la possibilità di partecipare alla vita associativa attraverso il voto per l'elezione degli Organi Sociali. Il significato dell'operazione è proprio quello di favorire i giovani autori che, spendendo un terzo rispetto agli associati, potranno usufruire degli stessi identici servizi e della stessa tutela delle proprie opere".  

Fonte: www.rockol.it

 

Di seguito, la lettera completa del Presidente Gino Paoli alla musicista blogger citata nell'articolo sopracitato.

27-Agosto-2013 Dopo la lettera aperta al Ministro Bray il Presidente Gino Paoli risponde alla musicista blogger

Il Presidente della SIAE Gino Paoli ha postato un suo intervento sul blog della flautista Anna Maria Dalla Valle, che qualche giorno fa si era rivolta al Ministro dei Beni e Attività Culturali e del Turismo Massimo Bray con una lettera aperta contenente una serie di proposte per favorire il fiorire delle piccole attività musicali.

Gentile Anna Maria,
ho letto con interesse la lettera aperta che ha indirizzato al Ministro Bray, lettera che in gran parte condivido, sulla quale ritengo utile intervenire per fare alcune precisazioni. Leggo che Lei ha passato metà della sua vita a lavorare nella musica, io alla musica ho dedicato tutta la mia vita, come autore e come interprete esecutore, e da sempre, come musicista ma anche come cittadino, mi batto affinché quello del musicista sia considerato a pieno titolo un LAVORO.
Come forse saprà, pochi mesi fa sono stato eletto Presidente della SIAE, alla quale mi auguro anche lei sia iscritta.
Una delle prime iniziative che ho avviato da Presidente della SIAE è uno studio per verificare la possibilità di creare una nostra Cassa di Previdenza che ci consenta, nel rispetto delle norme, di poter versare dei contributi per maturare il diritto ad una pensione.
Sono convinto che solo quando nella società civile ci sarà vera consapevolezza che il nostro è un LAVORO, sarà possibile ottenere il rispetto dovuto a chi deve veder compensato il frutto del suo impegno e veder riconosciute le battaglie non demagogiche che alcuni di noi conducono da molti anni contro la pirateria digitale e non, che sfruttando le opere dell’ingegno dei musicisti e degli altri artisti, sottrae di fatto i frutti del nostro lavoro.
Sono inoltre certamente d’accordo con lei sulla necessità di educare alla musica e ridarle dignità.
Ma veniamo al merito. Nella SIAE non esistono autori di serie A o di serie B, mentre mi sembra che contrapporre la categoria degli autori di musica colta a quelli “da balera”, implichi proprio una discriminazione, ciò che lei stessa ritiene ingiusto. Se è vero, come Lei scrive, che 'denigrando gli autori si svilisce la musica’, perché considerare ‘degni di essere definiti musicisti' soltanto gli autori di musica colta?
La SIAE, come tutte le altre società di collecting al mondo, non può operare una ripartizione dei diritti sulla base di parametri qualitativi, ma deve e può esclusivamente operare rispetto all’utilizzo dell’opera. Se un’opera è frequentemente eseguita (indipendentemente dalla sua qualità), a giusto titolo maturerà i diritti conseguenti al suo utilizzo.
Mi spiace inoltre, ma questo fa parte di una carenza di comunicazione da parte di SIAE su cui pure stiamo lavorando, che le sia sfuggito come, sotto il profilo delle pratiche da svolgere per il rilascio dei permessi, abbiamo già digitalizzato tutte le procedure sia per gli operatori professionali che per i cittadini comuni. Tutti i permessi possono essere ormai richiesti e rilasciati online.
Di contro, con riferimento al deposito delle proprie opere, lo stesso avviene ancora in forma cartacea per un problema di firma digitale, sulla quale pure gli uffici stanno lavorando per consentire ai nostri Associati e Mandanti di poter depositare online le proprie opere in un futuro che mi auguro prossimo.
Per quanto riguarda i “costi annuali” la quota associativa (che era ferma da oltre 10 anni) è stata portata da 100 a 150€, mentre è stata dimezzata (da 100 a 50€) la quota per conferire mandato di tutela delle proprie opere.
Come certamente sa, l’unica differenza tra Associati e Mandanti concerne la possibilità di partecipare alla vita associativa attraverso il voto per l’elezione degli Organi Sociali.
Il significato dell’operazione è stato proprio quello di favorire i giovani autori che, spendendo un terzo rispetto agli Associati, potranno usufruire degli stessi identici servizi e della stessa tutela delle proprie opere.
Vengo infine alla parte relativa alla “abolizione dei mille permessi per fare musica”. Anche qui non posso che condividere quanto lei scrive e quanto il  Ministro Bray le risponde in merito alle intenzioni del suo Ministero e del Governo. Devo tuttavia rilevare, nella risposta del Ministro Bray, una evidente distonia laddove, comprendendo anche i diritti d’autore che vanno corrisposti alla SIAE, parla di istituire una “tassa unica”.
Come purtroppo non è a tutti noto, il nostro è per l’appunto un diritto, e quindi un compenso ad un LAVORO, che non può e non deve essere considerato una tassa.
Sono certo che si è trattato di una semplificazione per amor di sintesi, avendo avuto modo di recente di confrontarmi con lui e conoscerne la notevole sensibilità.
Mi fa piacere tra l’altro ricordare che proprio nel nostro recente incontro, mi sono impegnato a nome della Società con il Ministro Bray a presentare in tempi brevissimi una proposta che incentivi la musica dal vivo soprattutto in favore degli autori più giovani e nei luoghi dove più facilmente vengono chiamati a suonare.
Stiamo infatti lavorando alla concessione di permessi semplificati a costi sicuramente accessibili.
Mi auguro, cara Anna Maria, di poterla presto incontrare in SIAE per offrirle un caffè.

Anna Maria Dalla Valle, flautista jazz, docente di strumento e canto in varie scuole del Veneziano, aveva scritto pochi giorni fa sul suo blog (www.laflauta.it) una lettera aperta al ministro Bray, che ha fatto il giro dei social network ed è stata ripresa da numerosi organi di stampa, alla quale il Ministro ha risposto direttamente.

Fonte: www.siae.it

 

Tax credit alle imprese musicali, pubblicato il testo finale del decreto

- Non è di 5 ma di 4 milioni e mezzo di euro all'anno il "tax credit" predisposto dal governo italiano a favore delle imprese musicali e preannunciato all'inizio del mese dal ministro per il Turismo e i Beni Culturali Massimo Bray. Nel testo finale del cosiddetto "Decreto Cultura", l'art.7 intitolato "Misure urgenti per la promozione della musica di giovani artisti e compositori emergenti" stabilisce che "al fine di agevolare il rilancio del sistema musicale italiano", per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016, nel limite di spesa di 4,5 milioni di euro annui e fino ad esaurimento delle risorse disponibili, alle imprese produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali (...) è riconosciuto un credito imposta nella misura del 30 per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione, digitalizzazione e promozione di registrazioni fonografiche o videografiche musicali (...) fino all'importo massimo di 200.000 euro nei tre anni d'imposta".

La norma precisa che il tax credit "è riconosciuto esclusivamente per opere prime o seconde di nuovi talenti definiti come artisti, gruppi di artisti, compositori o artisti-interpreti" e aggiunge che "per accedere al credito d'imposta le imprese hanno l'obbligo di spendere un importo corrispondente all'ottanta per cento del beneficio concesso nel territorio nazionale, privilegiando la formazione e l'apprendistato in tutti i settori tecnici coinvolti". Le imprese abilitate al credito di imposta non devono essere sottoposte al controllo, diretto o indiretto, da parte di un editore di servizi media audiovisivi e il credito stesso "non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive".

Le disposizioni applicative dell'articolo sono demandate a un decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dello sviluppo economico, da adottarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore delle stesse.

Fonte: www.rockol.it

 

Bray, agevolare piccoli concerti attraverso una tassa unica

23 agosto 2013 - ''E' impensabile che chi organizza un piccolo concerto o una serata di buona musica debba ottemperare ad obblighi fiscali, previdenziali, di Siae e di pubblica sicurezza, quasi del tutto simili a quelli necessari all'organizzazione di un grande concerto''. Lo sottolinea il ministro della Cultura, Massimo Bray (foto), secondo il quale ''si potrebbe ipotizzare che, fino ad un certo limite retributivo, ad esempio per le prestazioni occasionali, l'imposizione tributaria e previdenziale ed i diritti Siae potrebbero essere raccolti in una 'tassa fissa' da pagarsi attraverso un voucher o una marca acquistabile presso le PT o i Tabaccai. Sarebbe auspicabile inoltre un'eventuale defiscalizzazione totale dei contributi che privati o aziende conferiscono per l'organizzazione di eventi artistici''.

Le proposte del ministro arrivano in risposta a una lettera aperta a Bray, che una musicista ha scritto sul proprio blog, ricevendo, tra il suo stupore e quello degli internauti, la risposta del ministro tra i commenti. E' stato lo stesso Bray, poco fa, ad annunciare in un tweet di aver risposto alla musicista che gli aveva sottoposto alcune problematiche che quotidianamente vive chi fa musica.

''Gentile Anna - scrive tra l'altro Bray - l'istruzione musicale come accade a livello Europeo e delle Nazioni maggiormente sviluppate, dovrebbe essere obbligatoria fino al compimento delle Scuole Medie inferiori per poi sfociare nei Licei musicali e nell'Alta Formazione per coloro che dimostrano attitudini professionistiche''. E ''parallelamente ad una Riforma in senso formativo, bisognerebbe intervenire con misure che favoriscano il fiorire delle Attività Musicali anche presso realtà non istituzionali, semplificando maggiormente sia gli aspetti burocratici e organizzativi che quelli fiscali e previdenziali''. ''Ma la risposta migliore alla sue riflessioni - conclude il ministro - dovrà venire dalle iniziative che prenderemo a livello governativo in favore della formazione, della semplificazione burocratica e della defiscalizzazione dei contributi''.

Fonte: www.giornaledellospettacolo.it

Addio a Giancarlo Bornigia. Fondò il Piper e il Gilda

22 agosto 2013 - Roma. Appassionato di musica diede vita al locale culto degli anni Sessanta e Settanta. Da lui cominciarono a farsi conoscere Patty Pravo, Renato Zero e Mia Martini. Portò a Roma per la prima volta i Pink Floyd, i Genesis e Jimi Hendrix. E ha cresciuto generazioni di romani.

E' scomparso nella notte del 21 agosto Giancarlo Bornigia, fondatore del Piper di Roma, lo storico e più antico club musicale d'Italia, che fondò nel 1965.

A settembre Bornigia avrebbe compiuto 83 anni, ma l'era dell'oro fu quella tra gli anni Sessanta e Settanta quando contribuì a quel fermento artistico e mondano italiano che trovò nel locale nel quartiere bene dei Parioli uno dei suoi punti di riferimento. Quel Piper che tenne a battesimo, tra gli altri, Patty Pravo e Renato Zero, lanciandoli nel mondo della musica e della popolarità.

All'esordio suonarono nel locale anche i migliori artisti della beat generation italiana tra i quali i The Rokes, l'Equipe 84 e Le Pecore Nere presto affiancati da Fred Bongusto, Dik Dik, Romina Power, Gabriella Ferri e Rita Pavone.  E poi ancora Mal, Mimi Bertè (successivamente Mia Martini), Loredana Bertè, e Mita Medici.

Fu sempre Bornigia, attento al contesto internazionale, a portare per la prima volta in Italia e a Roma grandi artisti come i Rolling Stones, i Genesis, gli Who, i Pink Floyd (il 18 e il 19 aprile 1968) e un giovanissimo Jimi Hendrix.

In una delle sue ultime interviste, ricordando proprio il concerto dei Genesis al Piper, Giancarlo Bornigia raccontava: "Tutti i concerti di allora al Piper erano degli eventi, per tanti i Genesis erano un gruppo come un altro, ma comunque il pubblico affollava i locali per ascoltare musica, per conoscerne di nuova e farlo condividendo l'esperienza. Allora tanti gruppi stranieri non erano conosciuti a tutti in Italia, come oggi, e ci è anche capitato che gli Who, dopo il concerto al palazzetto, passassero al Piper e improvissassero un concerto anche qui... con gli spettatori che osservavano pronti a recepire le nuove esperienze".

Amante dell'arte, Bornigia volle portare al Piper Club anche opere contemporanee tra cui dipinti di Andy Warhol, alcuni di Schifano e opere di Piero Manzoni e di Mario Cintoli.

Non solo. Dalla sua capacità di essere e anticipare mode e tendenze sono nati anche altri locali frequentati dai giovani come il Gilda e l'Alien.

Il funerale di Bornigia si svolgerà lunedì 26 agosto 2013, alle 11 presso la Chiesa di Santa Chiara in Piazza dei Giochi Delfici.

Fonte: www.larepubblica.it

Premio Cultura di Gestione 2013

Al via il bando della VII edizione del concorso per i migliori progetti culturali

Aperta la raccolta delle candidature - scadenza l'11 ottobre 2013

Al via la VII edizione del PREMIO CULTURA DI GESTIONE il concorso, promosso da Federculture, diretto alle amministrazioni pubbliche centrali e periferiche, a regioni, provincie e comuni, associazioni, fondazioni e organizzazioni non profit, aziende e imprese private che abbiano realizzato progetti innovativi nell'ambito della valorizzazione e della gestione dei beni e delle attività culturali.

Obiettivo del bando è far emergere e dare visibilità alle tante iniziative di valore presenti nel Paese che testimoniano l'efficienza e la qualità dell'operato di realtà grandi e piccole per promuovere lo sviluppo locale attraverso la cultura e nel segno dell'innovazione. Negli oltre dieci anni di attività il Premio ha valutato centinaia di candidature e segnalato decine di progetti, disegnando una vera e propria mappa dell'eccellenza culturale diffusa nei nostri territori.

Gli enti promotori, oltre a Federculture, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Conferenza delle Regioni, l'ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, l'UPI – Unione delle Province Italiane, Legautonomie, Legambiente, CTS – Centro Turistico Studentesco e giovanile conferiranno il Premio Cultura di Gestione ai tre progetti ritenuti più significativi nell'ambito delle politiche di gestione, valorizzazione e promozione dei beni e delle attività culturali.

Saranno, inoltre, assegnati i seguenti premi speciali: Premio Legambiente "PiccolaGrandeItalia"; Premio CTS per le politiche culturali giovanili, Premio "Cultura+Impresa". Quest'ultimo è una novità introdotta quest'anno con l'obiettivo di premiare i migliori progetti di partnership e sponsorizzazione culturale, valorizzando presenza e ruolo sia degli operatori culturali che delle imprese private.

La presentazione delle candidature avverrà attraverso la compilazione di una scheda sintetica di presentazione dei progetti – il Concept Note – e di un questionario di approfondimento su alcuni aspetti specifici dei progetti presentati – il Full Application Form.

Le candidature dovranno pervenire entro l'11 ottobre 2013.

I progetti vincitori saranno premiati a Roma nel mese di novembre 2013 e beneficeranno di una campagna di comunicazione sui media nazionali e locali e su social network e siti internet.

La crisi non ferma il rock

1 agosto 2013 - Il successo dei grandi tour supera ogni ottimistica previsione. Stadi e festival tutti esauriti, soprattutto a Roma. Il rock allontana la crisi economica dall'estate musicale.

In allegato, l'articolo completo.

Fonte: Il Messaggero (estratto da Rassegna Stampa Agis)

Dopo Siani, Bolton: troppi omaggi ai concerti

31 luglio 2013 - Parla il promoter Del Giudice: «La legge dice che bisogna dare 4 posti al prefetto e 4 al questore, poi basta. e invece...»

 

NAPOLI - "Organizzare spettacoli a Napoli è difficile. Richieste di biglietti omaggio; location che ti vengono date e che poi, a poche ore dall’evento, scopri che non sono adeguate; fantomatici personaggi che si presentano con auto blu e scroccano il concerto". Queste le parole di Marco Del Giudice dell’associazione non lucrativa "Live World" che l’altra sera ha organizzato il live di Michael Bolton nel piazzale d’armi di Castel Sant’Elmo. A pochi giorni dal caso Alessandro Siani e gli "imbucati" di Pompei che hanno impedito il normale svolgimento dello show negli Scavi, Del Giudice solleva l’antico problema degli ‘omaggi’, ma non solo: "Su una capienza di circa 750 persone, abbiamo dato un’ottantina di omaggi, più del 10%, come se a un concerto di 30mila persone si dessero 3000 omaggi, cosa che può anche accadere, ma io non ci sto".

Entrando nello specifico? "Abbiamo venduto 550 biglietti, il totale ingressi è stato di 640, quindi se la matematica non è un’opinione - togliendo una decina di accrediti stampa e foto - sono circa 80 omaggi. La cosa che mi intristisce è il malcostume di chiedere e pretendere. Personalmente ho portato quattro biglietti alla Municipalità Vomero e fatto avere 30 ingressi alla Soprintendenza che ogni tanto mi chiamava dicendo che era tartassata da telefonate provenienti dal Comune, dalla Regione, dai Ministeri che chiedevano omaggi. Io non so se questo è vero, ma una cosa è certa: hanno avuto 30 biglietti. La Legge dice che bisogna dare 4 posti al Prefetto e 4 al Questore, poi basta".

Del Giudice continua nel suo sfogo: "Non chiedo contributi politici per fare eventi, credo che i soldi in questo momento di crisi servano di più alle scuole, ospedali, agli asili, ma almeno metteteci in condizione di fare gli imprenditori". Lei parlava anche di un auto blu: "sì, l’altra sera a un certo punto entra un auto con il lampeggiante blu con tanto di autista. La polizia pensava fosse quella del Sindaco di Napoli che avevo invitato, ma così non era. Dalla macchina sono scese tre signore distinte, eleganti, sulla cinquantina che - sotto lo sguardo sbigottito degli stessi poliziotti e della security- si sono dirette verso l’ascensore e hanno assistito al concerto. Io per non creare altri problemi a mezz’ora dallo spettacolo ho preferito lasciar stare, ma ho fatto una foto all’auto". Diceva anche che la location non era adeguata? Eppure il piazzale d’armi del Maniero Vomerese è uno dei posti più belli e suggestivi in città. "Concordo, la questione è un’altra: abbiamo dovuto noi adeguare l’intero Castello per avere l’agibilità. Sant’Elmo per me non è a norma, non ha vie di fuga, non ha una cartellonistica interna adeguata che abbiamo dovuto comprare noi, mancano alcune luci, i bagni erano quasi tutti otturati, la mappa degli estintori che c’era stata consegnata non era esatta, l’abbiamo rifatta noi, non corrispondeva alla reale ubicazione degli stessi, questo vuol dire che se fosse accaduto qualcosa i vigili del fuoco non avrebbero trovato gli estintori al posto riportato. Sant’Elmo è una meraviglia architettonica ma è in uno stato che non si può fittare per gli eventi eppure vi si organizzano aperitivi che attirano migliaia di ragazzi, basta vedere i video su youtube. Mah.. misteri!".

Polemiche a parte, quello dell’altra sera è stato uno spettacolo di intense suggestioni che ha visto uno dei più grandi vocalist del mondo cimentarsi in maniera impeccabile con classici del soul come "(Sittin’ On) The Dock Of The Bay" di Otis Redding, "To love somebody" dei Bee Gees, "When I man loves a woman" di Percy Sledge… Un concerto - come ci ha detto lo stesso Bolton - dedicato a Luciano Pavarotti "il più grande tenore di tutti i tempi" e che lo ha visto eseguire anche la celebre romanza "Nessun Dorma" tratta da La Turandot di Puccini. Sul palco oltre a una band di ottimi musicisti anche la cantante Kelly Levesque. Bolton a un certo punto è sceso tra il pubblico proseguendo la sua performance in piedi su una sedia circondato dai fan e dai loro telefonini, pronti a immortalare in uno scatto le sensazioni di una serata - comunque - di grande musica.

Nuova liquidità alle imprese lombarde

29 luglio 2013 - CreditoInCassa, un provvedimento con cui la Regione ha stanziato un miliardo di euro.
Con il provvedimento "CreditoInCassa" Regione Lombardia ha sbloccato un miliardo di euro per dare liquidità alle imprese lombarde e sbloccare la possibilità di interventi dei Comuni lombardi. «Un'operazione che ha portato benefici non solo per le imprese, ma anche per i bilanci degli Enti locali» ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. «E con l'accordo odierno mettiamo altri 212 milioni a disposizione dei nostri Enti locali». Maroni ha sottoscritto nei giorni scorsi un accordo con Anci Lombardia e Unione Province Lombarde per la realizzazione del Patto di stabilità territoriale: un'operazione che permette alla Regione Lombardia di mettere un plafond di 212 milioni di euro. Un intervento concreto e immediato, che permette di garantire una fondamentale boccata d'ossigeno ai Comuni e alle Province.Il differimento dei pagamenti da parte degli Enti locali verso le imprese è un fenomeno che desta preoccupazione nel governo regionale per gli effetti che la mancata liquidità genera sul sistema produttivo lombardo. Il fenomeno coinvolge tanto le micro, piccole e medie imprese, quanto le grandi imprese ed i loro subfornitori (i debiti commerciali della pubbliche amministrazioni riguardano al 51% grandi imprese, al 49% PMI).

La stima complessiva dei debiti vantati delle PA lombarde (Comuni e Province) nei confronti di imprese del territorio lombardo ammonta a circa 4,4 miliardi di euro. Il decreto legge nazionale sul pagamento dei debiti della PA ha reso più cogenti gli obblighi di certificazione dei debiti scaduti al 31/12/2012 da parte degli Enti locali e previsto un allentamento dei vincoli di patto di stabilità, ponendo basi favorevoli per uno smobilizzo massivo dei crediti che non rientreranno nelle coperture del decreto stesso. Si stima che il decreto nazionale possa coprire circa il 40% del fabbisogno lombardo. Il provvedimento regionale, a differenza di quello nazionale, coinvolge anche i crediti scaduti dopo il 31/12/2012 e interviene direttamente sulle imprese (il nazionale prevede un’anticipazione di cassa agli Enti locali) attraverso il factoring. Tra le finalità del provvedimento c'è quindi lo smobilizzo crediti imprese lombarde. La linea di intervento è finalizzata a smobilizzare i crediti scaduti, anche oltre il 31/12/2012, delle imprese lombarde per prestazioni di forniture, servizi e lavori, agevolandone il pagamento da parte degli Enti locali (Comuni, Unioni di Comuni e Province), il tutto con ricadute positive sull’intera filiera dei fornitori e sul sistema produttivo lombardo.

LE RISORSE FINANZIARIE • Un miliardo di euro resi disponibili dai Factor per acquistare i crediti delle imprese (70% a sostegno delle imprese che vantano crediti nei confronti di Comuni e Unioni di Comuni lombardi, 30% a sostegno delle imprese che vantano crediti nei confronti delle Province lombarde); • 50 milioni di euro (fondo di garanzia) resi disponibili da Finlombarda per garantire il pagamento da parte dell’Ente locale (garanzia dell’80% sul singolo credito); • 19 milioni di euro resi disponibili dalla Regione per: ridurre gli oneri finanziari delle imprese connessi alla cessione del credito (contributo abbattimento oneri); controgarantire il pagamento da parte degli enti locali.

 

Fonte: www.e-cremonaweb.it

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