facebook   Ita FlagUK flags
A+ A A-

Segreteria Assomusica

La Croazia entra a far parte dell’Unione europea. E' il 28º stato membro

 

11 luglio 2013 - Il primo luglio la Crozia è entrata ufficialmente a far parte dell'Unione europea diventando il 28esimo Stato membro, dopo dieci anni di lavoro e sei di negoziazioni.

 

 

Per festeggiare questo importante traguardo si è svolta all’apertura della sessione plenaria di Strasburgo una cerimonia di benvenuto a cui hanno preso parte il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, il premier croato Zoran Milanović e i nuovi europarlamentari croati.

 

 

Gli edifici centrali del Parlamento europeo hanno inoltre ospitato per l’occasione la mostra fotografica “Welcome Croatia”: 38 immagini del fotografo Damir Fabijanić che mostrano la diversità e la ricchezza culturale e naturale della Croazia.

 

 

Durante il discorso di apertura il premier Milanović, ricordando questi dieci anni di lavoro per portare la Croazia nella Ue, ha affermato: “Il 2 luglio è un nuovo giorno: augurateci la più grande fortuna!”.

 

La Croazia - 4 milioni 285 mila abitanti (0,8% della popolazione Ue), oltre 56.000 km di superficie (e più di 4.000 km di coste e 1.200 isole) - è, dopo la Slovenia, la seconda delle sei Repubbliche che componevano la ex Jugoslavia socialista ad aderire all’Unione europea. I negoziati di adesione, partiti nel 2005, si sono conclusi nel 2011. Nel gennaio del 2012 il 66% dei cittadini croati si è pronunciato a favore del Trattato di adesione, ratificato poi da tutti i 27 paesi membri.

di Francesca Balzani

Fonte: www.francescabalzani.it

Bilanci societari: semplificati e razionalizzati. In particolare per le PMI

19 giugno 2013 - Le direttive contabili che regolano i bilanci annuali e i bilanci consolidati delle società di capitali in Europa sono, nel complesso, valutate positivamente dalle parti interessate (redattori, utilizzatori dei bilanci, autorità pubbliche).

Tuttavia, la redazione del bilancio rimane per le imprese europee uno degli obblighi di regolamentazione più impegnativi. Le piccole imprese, in aggiunta, sono soggette ad oneri amministrativi proporzionalmente maggiori di quelli che gravano sulle imprese medie e grandi.

Gli eurodeputati hanno quindi valutato positivamente la proposta legislativa della Commissione Europea diretta a rendere più agevole la redazione di tale strumento. Una razionale semplificazione degli obblighi esistenti, infatti, può ottimizzare il funzionamento del mercato unico, migliorare l'accesso alla finanza, ridurre il costo del capitale e aumentare i livelli degli scambi transfrontalieri e le attività transfrontaliere di fusione e acquisizione.

In termini più generali, il fine della proposta sostenuta dal Parlamento europeo è quello di rafforzare la competitività dell'Europa, creando un ambiente normativo favorevole alla crescita, all'occupazione e allo sviluppo dell'imprenditorialità.

In tale ottica, gli eurodeputati hanno ritenuto valida la proposta di introdurre un regime specifico per le piccole imprese, che ridurrà notevolmente gli oneri amministrativi gravanti sulle stesse al momento della redazione dei bilanci.  Al contempo, la standardizzazione a livello europeo delle "soglie" per la definizione di piccola impresa faciliterà l'armonizzazione in tutto il territorio europeo dei benefici del contenimento degli oneri amministrativi.

Il Parlamento europeo non ha comunque trascurato le imprese medio-grandi, per le quali ha chiesto un ampliamento dei criteri di comparabilità e chiarezza. 

di Francesca Balzani

Fonte: www.francescabalzani.it

Una nuova agenda per la politica europea dei consumatori

19 giugno 2013 - Secondo il Trattato dell'Unione europea, gli interessi dei consumatori devono essere tenuti pienamente in considerazione in tutte le politiche pertinenti dell'Unione.

Recenti studi hanno rilevato la necessità di conferire al consumatore crescente capacità decisionale nella sua relazione con i mercati: ciò comporta maggiore responsabilizzazione, informazioni trasparenti, approfondimento dei diritti e accesso semplificato ai mezzi di ricorso.

Per rispondere a queste esigenze, la Commissione europea nel 2012 ha presentato un progetto per una nuova agenda europea dei consumatori 2014-2020, approvato dal Parlamento europeo nell’ultima sessione plenaria di Strasburgo.

La globalizzazione dei mercati, la deregolamentazione finanziaria, la digitalizzazione dell'economia e l'invecchiamento della popolazione sono solo alcune delle sfide che dovranno essere affrontate.

In tale contesto, hanno sottolineato gli eurodeputati, la garanzia della sicurezza degli alimenti, della salute, dell'energia, dei prodotti finanziari e di quelli digitali deve costituire la massima priorità della futura agenda.

Il Parlamento europeo ha infine esortato la Commissione a preparare anche un Libro verde dei consumatori, utile per le organizzazioni di difesa dei diritti dei consumatori e dei cittadini.

di Francesca Balzani

Fonte: www.francescabalzani.it

Storia di un fallimento (perchè l’Italia non ha un grande festival)

22 luglio 2013 - Perché l’Italia non ha un grande festival? Perché non riusciamo ad organizzare un evento all’altezza di quelli che invidiamo ai paesi europei e agli Stati Uniti? Domande simili sono tornate di moda quest’anno perché è saltato l’Heineken Jammin’ Festival e abbiamo assistito al caso eclatante dell’A Perfect Day, annullato dopo che la line up completa era stata annunciata. Ma questo problema in Italia ha radici molto profonde: è un grave fallimento del sistema-paese. Se non abbiamo un festival degno di questo nome le responsabilità sono di tutti. Dei privati, delle istituzioni e del cosiddetto popolo. Il lungo periodo di recessione non aiuta, ma non può essere un alibi: in questo campo faticavamo molto anche quando il paese cresceva.

I privati. Eventi come Glastonbury e Sziget contano su organizzazioni che lavorano 12 mesi l’anno sulle proprie creature, mentre da noi sono sempre stati i promoter a tentare di mettere in piedi i grossi festival. Un’anomalia che produce effetti negativi: intanto è possibile che una struttura impegnata nella produzione di concerti abbia poche risorse per organizzare raduni lunghi e di una certa dimensione. Poi c’è un conflitto d’interesse: il promoter tende a privilegiare l’artista del suo roster nella costruzione del cast, anche se la scelta si rivela controproducente per la qualità del cast stesso. Ma soprattutto esiste un problema imprenditoriale: nessuno è riuscito a proporre un prodotto-festival all’altezza del mercato. Per esempio, le location si sono sempre rivelate inadatte e l’offerta di ristorazione non si è mai evoluta: non è più accettabile stare in coda due ore per bere una birra e non poter mangiare altro che un panino freddo con la salsiccia scotta. Dovreste vedere come funzionano questi servizi nei festival europei. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di eventi destinati a una fascia di popolazione benestante.

Le istituzioni. Non è una novità che la classe politica italiana abbia problemi con la gestione del patrimonio e delle iniziative culturali. L’amministrazione pubblica non riesce a prendersi cura di un tesoro dell’umanità come Pompei, figuriamoci se può comprendere l’utilità di un festival musicale per l’economia di un territorio e di una collettività. Per il Sziget si mobilitano gli enti di promozione turistica ungheresi: non è un caso che degli oltre 350mila spettatori, la stragrande maggioranza sia straniera. Budapest spalanca le porte ai turisti e mostra all’Europa il suo profilo migliore. Noi non sappiamo farlo, eppure di turismo dovremmo essere campioni. E non posso fare a meno di chiedermi come si comporterebbe un Comune di fronte alla possibilità di organizzare un grande festival nel proprio territorio, se qualche abitante protestasse perché contrario. A giudicare da quanto avviene a Milano, dove un piccolo comitato di residenti condiziona la programmazione e la qualità (acustica) dei concerti a San Siro, ho come il sospetto di conoscere la risposta. Gli abitanti sono voti.

Il pubblico. Noi. Noi che viviamo la musica come il calcio, con le tifoserie di artisti e generi che rifiutano tutto quello che è “avversario”. Noi che non abbiamo il minimo interesse per quello che non conosciamo e persino ai concerti dei nostri idoli non degniamo di uno sguardo gli artisti spalla. Noi che diamo la colpa agli organizzatori se il prezzo del biglietto ci pare troppo alto, quando invece dipende quasi sempre dal cachet degli artisti. Noi che se il prezzo è giusto ci lamentiamo del cast (e, appunto, ignoriamo le richieste dei big). Noi che tra un weekend al mare e tre giorni dentro una tenda non abbiamo dubbi. Noi che ai festival italiani non ci andiamo, ma all’estero si perché è più figo. In effetti.

Ho citato Glastonbury e Sziget perché sono realtà virtuose che propongono modelli opposti. Il primo punta tutto sulla qualità (e la quantità) della proposta musicale, ma state certi che vostro figlio di due anni troverà tutte le strutture necessarie per passare una splendida giornata. E se vi si dovessero rompere le acque mentre ascoltate i Rolling Stones, non c’è problema. Tanto per capirci, in 40 anni di storia, Glasto si è costruito una tale credibilità che i biglietti finiscono 8 mesi prima dell’evento, quando nessun artista è stato annunciato. A Budapest invece hanno puntato sull’esperienza: andare al Sziget significa farsi una settimana di vacanza in un parco a tema (musicale) situato dentro un’isola sul Danubio. Concerti di tutti i generi e dimensioni, dj-set, ma anche giostre, meditazione, sport e infinite altre attività. Peace&Love. L’ingresso costa relativamente poco ma la struttura guadagna offrendo tutti i servizi necessari con efficacia. E Budapest gioca di sponda.

Sia in Inghilterra che in Ungheria, pur in epoche e contesti diversi, hanno pensato a un prodotto (magari aggiustandolo in corsa), l’hanno posizionato presso un pubblico che lo chiedeva e non hanno incontrato resistenze sul territorio. Guadagnano, creano lavoro e fanno divertire un sacco di gente. Così succede negli Stati Uniti per eventi come Coachella e il South By Southwest. Noi, d’estate, dobbiamo accontentarci dei cosiddetti concert series, cioè manifestazioni che offrono più o meno uno show a sera in un determinato periodo e nella stessa location. Va bene perché comunque ci portano grandi nomi, soprattutto internazionali. Accontentiamoci, ma non nascondiamo la testa sotto la sabbia.

(Tratto da Onstage Magazine, numero di luglio)

di Daniele Salomone

www.onstageweb.com

 

Musica: si alzano i decibel per concerti Ippodromo Milano

19 luglio 2013 - Si alzano i decibel dei concerti all'Ippodromo del Galoppo di Milano. La giunta comunale ha varato nuove misure per i concerti estivi, il provvedimento consentirà la buona riuscita in particolare di quattro concerti che si svolgeranno nell'ambito del 'Alfa Romeo City Sound 2013': Davide Van De Sfroos in programma domani, Deep Purple il 21, Heart Wind e Fire il 23 e Carlos Santana il 26 luglio. Questi concerti si potranno svolgere a 78 decibel con termine alle 23.45 anziché a 75 decibel con un termine alle 24.00 (l'1.00 per il concerto del 26 luglio), come previsto dalle linee di indirizzo approvate dalla giunta lo scorso maggio. "Con questo provvedimento - ha sottolineato l'assessore alle Attività produttive del Comune di Milano Franco D'Alfonso - l' amministrazione conferma l'attenzione per tutte quelle manifestazioni che consolidano la presenza della città nel circuito dei grandi eventi e beneficio di turisti e milanesi.

Fonte: Ansa

Imu e iva verso il rinvio a dicembre entro agosto il governo decide

19 luglio 2013 - Si va verso il rinvio a dicembre del pagamento eventuale dell'Imu e dell'aumento dell'Iva. La cabina di regia del governo ha assicurato che entro agosto prenderà decisioni strutturali anche sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione.

Il governo al lavoro per riformare la tassazione sugli immobili, a partire dal superamento dell'Imu sulla prima casa, entro il 31 agosto.
Entro questa data si impegna anche a trovare soluzioni per evitare l'aumento dell'Iva, per ora rinviato al 1 ottobre, accelerare sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione e dare una risposta definitiva al caso esodati.
La riunione della 'cabina di regia', presieduta dal premier, Enrico Letta, a cui hanno preso parte ieri il vicepresidente, Angelino Alfano, e i ministri Saccomanni, Franceschini, Delrio e i capigruppo di maggioranza, non e' stata, come previsto, affatto risolutiva ma alcuni paletti sono stati fissati a partire dall'avvio immediato di un tavolo tecnico al Ministero dell'Economia.
La prima riunione potrebbe già tenersi lunedì.
Saccomanni si e' presentato al tavolo con un fascicolo "copioso", oltre 100 pagine, di ipotesi tecniche corredate da apposite coperture.
Partiamo dall'Imu.
L'abolizione totale dell'imposta sulla prima casa richiederebbe una copertura di 4 miliardi, difficile da trovare. Un compromesso potrebbe essere individuato nella cancellazione della prima rata di giugno, per ora congelata fino al 16 settembre, per cui sarebbe necessario trovare una copertura compensativa. Resterebbe invece la seconda rata da pagare a dicembre che potrebbe però essere rimodulata.
Per quanto riguarda l'Iva, sarà la Legge di Stabilita' a definire il percorso per il superamento dal 2014.
Il governo deve trovare però un altro miliardo per rinviare ulteriormente dal 1 ottobre al 1 gennaio l'aumento dell'aliquota ordinaria oggi al 21%.
Risorse che potrebbero essere individuate in tagli lineari ai ministeri. Ma non e' ancora superato il problema dell'aumento degli acconti Irpef, Ires e Irap, inserito nel decreto lavoro-Iva all'esame del Senato, e a cui e' ancorato il congelamento già deciso fino a ottobre.
Operazione non gradita al Pdl che chiede coperture alternative.
Il governo non sembra per ora intenzionato a presentare emendamenti al decreto su questo fronte ma non e' escluso che possa accogliere solo lievi modifiche da parte dei gruppi parlamentari. La copertura dovrebbe quindi rimanere sostanzialmente invariata.
Infine il governo si impegna ad accelerare sui pagamenti dei debiti delle pubbliche amministrazioni con l'obiettivo di aumentare il plafond di 20 miliardi promesso alle imprese fornitrici.

Servizio di Andrea Pennacchioli - www.tg.la7.it

Per visualizzare il video clicca qui.

 

«La Regione taglia i fondi allo spettacolo» A rischio teatri, cinema e concerti

18 luglio 2013 - Napoli - Allarme dell'Agis: chiuderanno tante sale». Miraglia: «Stanziati 3 milioni. Non si può più chiedere oltre misura». il presidente Grispello: «chiedo un incontro urgente a Caldoro»

Tagli, riduzioni, sempre meno quattrini. La situazione delle sale cinematografiche, dei teatri, e del settore spettacolo in generale, in Campania si fa dura. «I drastici e inattesi tagli operati dalla Regione alla Legge 6/2007 sul sostegno all'attività degli organismi di spettacolo, che si aggiungono a quelli già operati a livello nazionale sulle risorse del Fus e del Tax credit, rendono disastrosa la situazione di moltissime aziende del settore compromettendone in maniera determinante ed irreversibile il prosieguo delle attività». Parole del presidente dell'Agis (Associazione generale Spettacolo) della Campania, Luigi Grispello (foto). «I tagli - aggiunge Grispello - comporteranno la chiusura di numerose sale e luoghi di spettacolo e il blocco delle attività di produzione teatrale e musicale».

INCONTRO CON CALDORO - L'Agis, annunciando una conferenza stampa per venerdì 19 luglio a Napoli, chiede un incontro urgente con il Presidente della Giunta regionale Caldoro, «nella sua qualità di titolare dello Spettacolo», per ottenere «attraverso un'apposita variazione di bilancio», il reintegro delle risorse tagliate a un settore potenzialmente straordinario volano di sviluppo».

TROMBETTI: «DUE MILIONI PER LE SALE» - A stretto giro il vicepresidente della Regione Guido Trombetti, replica all’allarme lanciato dall’Agis. «Su proposta mia e dell’assessore Miraglia, la giunta regionale ha stanziato 2 milioni di euro per le sale cinematografiche di piccole dimensioni che devono sostituire gli impianti “a pellicola” entro dicembre di quest’anno, come chiede la Commissione Europea. L'intervento – ricorda Trombetti - è stato anche pubblicamente elogiato dal presidente dell'Agis Luigi Grispello».

ASSESSORE MIRAGLIA - A Trombetti si aggiunge l'assessore regionale alla Cultura Cateria Miraglia: «Con la delibera 225 del 12 luglio scorso la giunta ha messo a disposizione 3 milioni e mezzo di fondi Pac ad integrazione dei fondi regionali sulla legge 6 dello spettacolo. Scelta operata per colmare il deficit economico del comparto. L’intervento è stato fortemente voluto da questa amministrazione. La Regione riesce a garantire questo ed altro. Nessuno può chiedere però al pubblico sacrifici oltre misura. Non è più il tempo».

Fonte: Corrieredelmezzogiorno.it Napoli Economia

Sicuramente Live: il Convegno di Assomusica su Sound&Lite

19 luglio 2013 - Sul numero 102 luglio/agosto 2013 del Bimentrale dell'intrattenimento professionale "Sound&Lite", lo Speciale Sicurezza è interamente dedicato a Sicuramente Live - spettacolo dal vivo: cultura e lavoro in sicurezza, il Convegno organizzato da Assomusica lo scorso aprile a Bologna.

Clicca l'allegato per leggere l'articolo completo.

Spagna, ancora crisi per la società degli autori: sfiduciato il presidente

- Se la vita della SIAE è scandita periodicamente da polemiche, inchieste giornalistiche e scontri intestini senza quartiere, ancora più turbolenta appare, ultimamente, la vita del suo omologo spagnolo SGAE. La società iberica degli autori, travolta nel 2011 dallo scandalo che ha portato alle dimissioni forzate - dopo oltre vent'anni di "regno" incontrastato - del presidente Eduardo "Teddy" Batista (arrestato dalla Guardia Civile con l'accusa di essersi indebitamente appropriato di 400 milioni di euro), sembrava avere ritrovato una relativa serenità dopo l'elezione nel maggio 2012 di un nuovo presidente, l'ex cantante (punk) Antón Reixa, che tuttavia è ora stato esautorato per volontà del consiglio di amministrazione dell'ente (25 voti su 39). A Reixa i consiglieri hanno imputato l'incapacità di ricompattare l'organizzazione e di restaurarne l'immagine presso l'opinione pubblica.

"Sono una vittima del fuoco incrociato", si è difeso l'interessato sulla stampa spagnola. "Alla SGAE è in corso una battaglia che va ben al di là di un legittimo confronto". Secondo l'ex presidente, che si era autoridotto lo stipendio del 20 per cento rispetto al suo predecessore, sulla sua estromissione avrebbe pesato in modo determinante la sua decisione di perseguire le emittenti televisive da lui accusate di pratiche fraudolente nel pagamento delle royalty agli autori ed editori. Le elezioni del nuovo presidente SGAE avranno luogo il 25 luglio.

Fonte: www.rockol.it

La posizione delle Regioni sullo Spettacolo dal vivo

17 luglio 2013 - La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione dell’11 luglio scorso, ha affrontato temi relativi al settore dello spettacolo dal vivo, approvando il documento disponibile in allegato.

Subscribe to this RSS feed

European Live Music Association (ELMA) NEWS

ANOTHER LEGAL DEFEAT FOR TICKET FEES IN AUSTRIA

Following an earlier decision by the Commercial Court, the Higher Regional Court of Vienna (OLG) has also found against CTS Eventim's oeticket over delivery charges. Another judge has sided with the...