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Segreteria Assomusica

Spettacolo dal vivo: appello dell'Agis Puglia e Basilicata

11 giugno 2013 - La sezione spettacolo dal vivo dell'Agis Puglia e Basilicata lancia un appello sulla grave crisi delle imprese di spettacolo, legata ai blocchi imposti dal Patto di stabilità. Di seguito il testo integrale dell’appello.

Cinquemila famiglie, tredicimilacinquecento persone, questo il numero, senza considerare l’indotto che ne conta almeno altrettante, di coloro la cui speranza di vita, letteralmente, è legata, in Puglia, alla necessità di una decisione che è ormai indifferibile quanto priva di alternativa: sforare il Patto di Stabilità. Un ulteriore ritardo significherebbe, ci si passi la similitudine, come dare ossigeno a chi ha già esalato l’ultimo respiro. Le imprese dello spettacolo sono allo stremo, molte di esse indebitate ed esposte economicamente, anche con garanzie personali prestate, quando accettate, al fine di ottenere le anticipazioni necessarie a proseguire nella propria attività. Ma non vogliamo parlare soltanto degli aspetti legati alla sopravvivenza e alla dignità dei lavoratori dello spettacolo, che già di per sé rappresenterebbero motivo di accoglimento di questo appello.

Ci interessa qui sottolineare l’importanza della Cultura e del suo sviluppo nella comunità, la nostra come tutte le altre. Senza Cultura non può esservi crescita, neppure economica, poiché anche questa passa attraverso il riconoscimento della centralità della persona e dei suoi diritti fondamentali. Del resto, non è forse in questa direzione che si è mossa la politica della Regione Puglia in questi ultimi anni? Con una virata di centottanta gradi rispetto alle precedenti gestioni, la Giunta Vendola è riuscita a rappresentare la propria unicità e specificità, divenendo modello di nuove politiche culturali e partecipando in prima linea al processo di rinnovamento del nostro Paese.

Il “modello Puglia” è divenuto, negli anni, punto di riferimento per le altre regioni, anche le più ricche, e motivo d’orgoglio per noi che abbiamo avuto la fortuna di sperimentarlo. Oggi, a causa di un’economia asfittica, le cui ragioni rischiano di soffocare irrimediabilmente la “politica dal respiro lungo” del governatore Vendola, tutto questo rischia di finire, anzi sta già finendo. Le imprese dello spettacolo non riescono più a rimediare al ritardo pluriennale nel saldo dei contributi erogati, né il ricorso alle risorse comunitarie (anche qui la Puglia ha mostrato la sua virtuosità) è riuscito a compensare pienamente la progressiva riduzione subita dal FURS in questi anni. Anni in cui, lo diciamo ormai con una sorta di disperata nostalgia, è stata comunque assicurata continuità alle tante manifestazioni e programmazioni regionali di teatro, musica e danza, e, soprattutto, si è dato vita a progetti innovativi di rilevo nazionale ed internazionale. Questo paradosso, questo “ossimoro affettivo”, per cui continuiamo a credere e a sperare in una Regione Puglia, anche quando -suo malgrado -ci penalizza con il ritardo nei pagamenti di quanto necessario per continuare a vivere (ormai a sopravvivere), deve e può risolversi. E l’unico modo è costituito dallo sblocco, se necessario attraverso lo sforamento del Patto di Stabilità, del denaro che pure la Regione Puglia ha in cassa: inutile valore nominale lì dove si trova, vita per gli imprenditori della Cultura che da anni, ormai, lo aspettano.

Per tutti questi motivi CHIEDIAMO che il Governo Nazionale e tutte le istanze ed istituzioni utili, in primis la Conferenza Stato Regioni, attivino nell’immediato le procedure di revisione dei parametri al cui rispetto sono tenute le Amministrazioni regionali in osservanza del Patto di Stabilità, soprattutto relativamente alle Regioni che più di altre sono in sofferenza, non riuscendo più ad assicurare ai propri cittadini quelle condizioni di uguaglianza e di pari opportunità garantite ai cittadini italiani dal Patto Costituzionale.  

Fonte: www.giornaledellospettacolo.it

La Presidente dell'Agis Lombarda sulle dichiarazioni dell'Assessore Cappellini

11 giugno 2013 -Così Nicoletta Rizzato (foto), presidente dell'Agis Lombardia commenta le recenti dichiarazioni dell'assessore regionale alla cultura, Cristina Cappellini, che richiede una revisione della ripartizione del Fus:" AGIS lombarda ha incontrato l’assessore Cappellini, insediatasi alla Cultura dopo le elezioni in cui Roberto Maroni è diventato presidente della Regione Lombardia. E’ stato predisposto e, in quell’occasione, discusso un documento sullo spettacolo dal vivo, che contiene al suo interno un’analisi sulle criticità del settore.

Negli anni scorsi abbiamo visto gli uffici regionali del settore cultura vicini al mondo dello spettacolo in Lombardia, con l’avvio di un osservatorio, poi sospeso, che abbiamo chiesto di riattivare,con l’avvio di iter di finanziamento agevolato alle imprese, con la messa a bando di fondi di rotazione finalizzati alla ristrutturazione e alla messa a norma delle sale, così come è stato avviato un tavolo sulla danza. Tutto questo perché è viva la consapevolezza delle eccellenze imprenditoriali di cui il territorio lombardo è permeato.

 Dall’analisi complessiva prodotta, che vede a confronto il finanziamento pubblico italiano con quello di altre capitali culturali europee, emerge anche il dato del FUS e la capacità del tessuto lombardo di valorizzare quanto ricevuto in termini di sostegno dagli enti locali e dello Stato, restituendo con effetto moltiplicato sia localmente in termini di imposte, di lavoro e di prodotti culturali, sia a livello nazionale dove i nostri spettacoli vengono circuitati.

La contrazione delle risorse pubbliche è giunta ad un livello critico, come testimonia l’ulteriore taglio di 21 milioni al Fondo Unico per lo Spettacolo.

Ci sembra giunto il momento, in assenza di reali prospettive di riforma legislativa del settore, che l’amministrazione centrale dia un segnale di discontinuità rispetto alle politiche di assegnazione sin qui seguite privilegiando i soggetti virtuosi, che, a dispetto della crisi, hanno mantenuto – come la gran parte delle imprese di cui parla l’assessore Cappellini – alti i loro standard culturali, produttivi e gestionali". 

Fonte: www.giornaledellospettacolo.it

Fisco: Governo, in arrivo un 'decreto del fare'

11 giugno 2013 - A Palazzo Chigi il vertice di maggioranza con al centro l'agenda dell'azione del governo, il percorso delle riforme e i provvedimenti economici in preparazione. I capigruppo di maggioranza di Camera e Senato a colloquio con il premier Enrico Letta, il vicepremier Angelino Alfano, il ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi.

Il governo varerà un 'decreto del fare' prima del vertice europeo, che comprenderà misure fiscali, di semplificazioni e liberalizzazioni, "incentrato sull'economia". E' quanto deciso dalla riunione di maggioranza tenutasi a Palazzo Chigi. Nel decreto, che sarà illustrato alle camere dal premier Enrico Letta, saranno previste anche misure di decontribuzione e defiscalizzazione dei nuovi assunti "perché dobbiamo recuperare - afferma il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta - 500.000 posti di lavoro persi a causa della crisi nell'arco di due anni".

"C'é un impegno a correre sul ddl costituzionale" che disegna l'iter delle riforme. Così il ministro Dario Franceschini al termine del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. L'accordo raggiunto con i capigruppo è quello di concludere "entro luglio" la prima lettura di Camera e Senato.

"L'orientamento della maggioranza è di non fare aumentare l'Iva a luglio e procedere entro il 31 agosto alla cancellazione dell'Imu". Così il capogruppo del Pdl Renato Brunetta al termine della riunione di maggioranza, aggiungendo che "l'importante è che ci sia la cancellazione dell'aumento, un semplice rinvio sarebbe un segnale negativo". Quanto alle coperture necessarie per il decreto, Brunetta non si sbilancia ma assicura: "Le risorse si devono trovare ed oggi nella cabina di regia il governo ha deciso sul rilancio dell'economia che va in parallelo alle riforme costituzionali".

Fonte: www.ansa.it

Spettacolo, assessore alle Culture: fondi del FUS non equi, ora confronto

11 giugno 2013 Milano - Regione Lombardia intende avviare un confronto a livello nazionale in merito al governo e alle modalità di ripartizione dei contributi nazionali a favore delle attività di spettacolo (FUS-Fondo Unico dello Spettacolo). Lo annuncia l'assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia spiegando che "l'attuale riparto non è equo perché l'entità delle risorse destinate alla Lombardia (negli ultimi anni all'incirca la metà rispetto alla Regione Lazio) non premia le gestioni virtuose lombarde che nonostante la crisi mantengono alto il livello dell'offerta culturale in materia di spettacolo". "Nel settore dello spettacolo - aggiunge l'assessore - da anni le Regioni sono in attesa di avere un confronto responsabile in merito alla governance complessiva del sistema"; e questo anche a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale, in particolare la n. 255 del 2004 che, sollecitando la piena applicazione del principio della legislazione concorrente, ravvisava la necessità di un adeguamento della vigente legislatura al 'nuovo' dettato costituzionale dando spazio alle Regioni, monito, peraltro, che non ha ancora trovato spazio nella legislazione nazionale.

I NUMERI - In Lombardia risultano: 3.646 le imprese dello spettacolo attive nei settori cinema, musica, teatro, radioTV, intrattenimenti vari, pari a circa il 13% a livello nazionale; 48.371 i lavoratori dello spettacolo iscritti all'ex Enpals, pari a oltre il 16% a livello nazionale (dati INPS 2011); 169.960 gli spettacoli rappresentati , pari al 18% del totale nazionale; 15.219.589 gli ingressi, pari a circa il 19% del totale nazionale; 235.422.106 gli euro spesi al botteghino , pari a oltre il 20% , un quinto della spesa nazionale al botteghino (dati SIAE 2011).

IL MONDO DELLO SPETTACOLO NELLA REGIONE - "Nonostante la crisi nazionale stia pesantemente interessando anche il settore dello spettacolo lombardo con una riduzione sia delle rappresentazioni sia degli ingressi, la Lombardia - aggiunge l'assessore - continua a caratterizzarsi per una forte presenza di soggetti produttivi che rappresentano l'area più imprenditoriale dello spettacolo dal vivo regionale, sostenuto da Regione Lombardia principalmente col sistema delle convenzioni triennali, cui si affianca la rete dei 14 circuiti teatrali, la presenza di due Teatri Stabili Pubblici, due Teatri Stabili Privati, sette Teatri Stabili di Innovazione, due Teatri di Figura (per citare solo quelli riconosciuti dal Ministero)". Rilevante è pure la presenza di istituti di alta formazione (Università, Fondazione Accademia della Scala, Conservatori e Istituti Musicali, Fondazione Milano - ex Civica Scuola Paolo Grassi, Centro Sperimentale Lombardo di Cinematografia, Fondazione Cineteca Italiana) che concorrono a determinare l'alto livello qualitativo di artisti, tecnici, e personale organizzativo di imprese e istituzioni del settore.

DIVERSA RIPARTIZIONE DEI FONDI - "Nel merito della ripartizione delle risorse FUS e della loro assegnazione ai soggetti di spettacolo - spiega ancora l'assessore - Regione Lombardia intende portare all'attenzione della Conferenza Stato-Regioni la proposta di una diversa ripartizione delle stesse che, tenendo conto delle peculiarità del territorio lombardo, valorizzi il sistema dello spettacolo regionale, attualmente sottostimato rispetto ad altre realtà nazionali, attraverso l'adozione di criteri che sostengano il merito, la buona gestione e la qualità della proposta offerta". "E' nostra intenzione - conclude l'assessore - percorrere la strada di una intesa tra Mibac e Regione Lombardia già praticabile a legislazione invariata. Il tema trova già concordi Regione Lombardia, le associazioni di categoria lombarde dello spettacolo e molte altre regioni. Nella nostra regione è poi attivo un tavolo di confronto regionale che ha prodotto, tra l'altro, una ridefinizione dei criteri e dei parametri di valutazione delle imprese dello spettacolo dal vivo che intendiamo portare all'attenzione del Governo".

Fonte: www.regione.lombardia.it (Lombardia Notizie)

Assemblea generale Agis: iniziato il percorso verso la nuova presidenza

10 giugno 2013 - Il 4 giugno si è riunita l’Assemblea generale Agis. Per il Comitato di reggenza dell’Agis, Lionello Cerri ha illustrato le linee e le iniziative politiche, economiche e organizzative portate avanti da dicembre quando si insediò il Comitato il cui mandato terminerà a fine giugno. Obiettivo di questa assemblea è stato quello di aprire un confronto in vista del rinnovo degli organi sociali dell’associazione, previsto per il 9 o il 10 luglio prossimo, a cui giungere attraverso un percorso trasparente e condiviso.

Il documento completo, diffuso in assemblea, sull’azione del Comitato di reggenza Agis di questi mesi è disponibile per tutti gli Associati nell'Area Riservata del sito / servizi agli Assocaiti / accordi.

Fonte: Ufficio comunicazione Agis

Aspettando il concerto, Vasco incontra i bimbi in ospedale

- Bel gesto di Vasco Rossi. Aspettando il concerto di Torino di domani, il cantante si è recato a fare visita ai bambini dell'ospedale torinese infantile Regina Margherita. Il Komandante, come riporta l'Ansa, si è intrattenuto per quasi due ore. L'artista si è intrattenuto in due reparti, incontrando uno ad uno i piccoli pazienti, tra cui due bambini che hanno subito un trapianto. "Mi avete fatto un bel regalo", ha detto il rocker di Zocca ai piccoli. Il Blasco domani sera terrà il primo dei concerti che segnano il suo ritorno sul palco dopo due anni di assenza.

Fonte: www.rockol.it

Cultura, l’allarme delle associazioni “Imprese allo stremo, ora sgravi fiscali”

7 giugno 2013 - Roma. Avviata una petizione online Tagliavanti: “Le aziende del settore sono in crescita”.

Assessore alla Cultura cercasi. Somiglia a un identikit la petizione pubblica in sette punti, consultabile al sito www. romaperlacultura. it, appena presentata da Agis Anec Lazio, Cna Cultura e Spettacolo, Confcommercio Roma e Associazione Buona Cultura. E così il comparto culturale continua a farsi sentire in questo scorcio finale di campagna elettorale.
Dopo le ripetute proteste del Comitato Estate Romana (il bando 2013 non ha copertura finanziaria) e dopo la conferenza organizzata mercoledì da Federculture, è la volta delle associazioni imprenditoriali. "Le nostre imprese sono allo stremo, abbiamo bisogno di colmare un vuoto politico: le istituzioni prendano impegni concreti per rilanciare un settore che si sta spegnendo nell'indifferenza", affermano i promotori dell'iniziativa, che ieri mattina si sono dati appuntamento alla Camera di commercio.

Il disagio e la frustrazione degli operatori sono al colmo: non si schierano apertamente, ma l'insoddisfazione per gli ultimi cinque anni di amministrazione è palpabile. "La nostra petizione  -  spiegano  è finalizzata a siglare un protocollo d'intesa con la nuova giunta". Obbiettivo delle associazioni, infatti, è arrivare a "un tavolo di confronto permanente" con l'assessorato alla Cultura e con tutti quei segmenti dell'esecutivo comunale che incidono sul settore.

Un'invocata risposta della politica per fronteggiare, innanzitutto, la flessione dei consumi: la stagione romana 20112012 ha visto il calo complessivo dei biglietti di cinema e spettacolo dal vivo staccati rispetto all'anno prima: 8,5%. Una caduta che per la spesa ai botteghini è stata vicina al 10%, colpendo in modo particolare il teatro.

Eppure i numeri illustrati da Lorenzo Tagliavanti, vicepresidente della Camera di commercio e direttore di Cna Roma, fotografano la potenziale ricchezza del sistema provinciale, che ora si sta disperdendo: "Producono cultura  -  dice Tagliavanti  42.730 aziende, cioè il 9,5% delle imprese complessive della provincia (dati 2011, n. d. r.). E tra il 2009 e il 2011, malgrado i morsi della crisi, queste aziende sono cresciute di 299 unità".

Gli operatori chiedono, come testimoniano vari punti presenti nella petizione online aperta a tutti i cittadini, una fiscalità di vantaggio e sgravi: dalla riduzione della base imponibile e dell'aliquota IMU per gli immobili adibiti alle attività, al taglio dei costi per le bollette (luce, gas) e per lo smaltimento dei rifiuti urbani, fino all'alleggerimento delle spese per l'occupazione del suolo pubblico.
"In generale  -  afferma il presidente di Agis Lazio, Massimo Monaci, citando un ulteriore punto cruciale  abbiamo bisogno di semplificazione e razionalizzazione delle procedure amministrative finalizzate allo svolgimento delle nostre attività".

www.repubblica.it edizione di Roma

Folkest 2013: invito Conferenza Stampa - Roma 12 giugno 2013

7 giugno 2013 - Folkest, in occasione del 35° anno di attività, ha il piacere di invitarVi alla conferenza stampa di presentazione della edizione 2013. L’incontro con gli amici di Folkest e gli operatori di informazione avrà luogo a Roma il prossimo mercoledì 12 giugno, alle ore 12.00, presso la Sala Cinema di ASSOMUSICA – AGIS, in Via di Villa Patrizi n.10.

L’ingresso pedonale si trova nella adiacente Via Falloppio. A causa della difficoltà nel parcheggiare, si consiglia l’esclusivo uso di mezzi pubblici, in particolare della Metro, uscita Policlinico.
 
Nel corso dell’incontro sarà servito ai graditi ospiti un assaggio di vini e di specialità caratteristici della tradizione friulana.
 
Si prega di confermare la presenza o dare comunque cortesemente riscontro all'indirizzo mail edoardo@folkest.com
 
FOLKEST 2013
La musica viva nell’anno della crisi
 
Giunto a celebrare il proprio 35° anniversario di vita, Folkest – il festival che l’ufficio stampa del Womex definì già dieci anni fa il più importante dell’Europa mediterranea – si  propone con una edizione complessa e articolata, contraddistinta da una coralità di novità ed eventi non solo concertistici. E questo senza minimamente snaturare la centralità della musica dal vivo nei suoi momenti più spettacolari.
Dal 4 al 24 luglio la fase itinerante del festival, con un cast artistico quasi interamente dedicato ad artisti tanto bravi quanto non ancora affermati, impegnato a tenere i propri concerti nelle più suggestive ambientazioni paesaggistiche e monumentali della Regione Friuli Venezia Giulia.
Terminata la fase itinerante, come ogni anno Folkest convergerà su Spilimbergo, trasformando, con FolkestInFesta,  la città del mosaico in capitale italiana della musica di qualità, con le fasi salienti dell’evento riprese dalle telecamere della Rai, che sarà per il secondo anno consecutivo principale media-partner di Folkest.
Ad arricchire il programma del festival, le proiezioni cinematografiche di docu - film musicali, la presentazione di alcune recenti uscite discografiche dell’etichetta Folkest Dischi, distribuita da CNI, Compagnia Nuove Indie, la consegna del premio Alberto Cesa nell’ambito dei gruppi  vincitori del concorso nazionale Suonare@Folkest, la consegna del premio alla carriera “Una vita per la musica”, il Folkest Music Expo e tante altre iniziative di grande respiro culturale: in sintesi, parafrasando Garcia Marquez, la musica viva nell’anno della crisi. Questo, e tanto altro, è Folkest 2013.
 

Folkest – Progetto speciali      Edoardo De Angelis 393 3352209   edoardo@folkest.com

Lo Spettacolo in Emilia-Romagna dal 2007 al 2011

6 giugno 2013 - Nel quinquennio 2007-2011 è cresciuta la spesa per lo spettacolo in Emilia-Romagna, secondo uno studio dell’Osservatorio dello Spettacolo della Regione Emilia-Romagna. Se da una parte la regione si conferma come terzo polo nazionale dopo Lazio e Lombardia, dall’altra rivela importanti cambiamenti nelle linee di tendenza dell’offerta e della domanda tra i singoli settori. A livello economico, gli incassi complessivi del 2011 sono stati di 125.291.000 euro. Dati che vengono commentati dall’assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, che li ha presentati nella Commissione regionale competente: “Il settore, nonostante la crisi, si conferma come una delle aree più vitali del nostro sistema economico. Come le stesse cifre ci confermano, l’industria della creatività e della cultura è terreno di crescita e sviluppo ben al di là della comune percezione che tende ad assegnare a questo settore un ruolo subalterno, anche all’interno delle amministrazioni pubbliche, al contrario di quanto avviene nel resto dei Paesi evoluti”.

Le cifre - Nel 2011 gli abitanti dell’Emilia-Romagna hanno speso per assistere agli spettacoli dal vivo (prosa, concerti classici, jazz e di musica leggera, lirica, balletto e danza) oltre 53,5 milioni di euro, i biglietti venduti sono stati 3.069.862, per un totale di 15.797 rappresentazioni, un’incidenza rispetto al paese pari al 10,1% dell’offerta e al 9,3% degli spettatori. Paragonando i dati al 2010 si registra un aumento della spesa pari al 3,3% (a livello nazionale c’è un decremento dello 0,9%), un calo dell’1,3% degli spettatori (-0,3% nel paese), un decremento dell’1,8% delle rappresentazioni (-3,6% nel paese). Ma nel lungo periodo, tra il 2007 e il 2011, il sistema regionale dello spettacolo registra complessivamente, rispetto all’Italia, una tenuta decisamente maggiore, infatti mentre la spesa regionale aumenta del 17,9% (in linea con l’inflazione), a livello nazionale aumenta solo del 2,8%; gli spettatori restano di fatto costanti (-0,6% contro un -5,6% nazionale); le recite calano del 14% contro un -16,2% del paese. Nel 2011 sono stati realizzati 35 eventi ogni 10.000 abitanti (la media nazionale ne indica 26), con una media di 69 spettatori (contro i 54 del paese).

La spesa pro-capite annua si attesta sui 12 euro (sono 10 in Italia). Va sottolineato che gli andamenti dei singoli generi non sono allineati, come dimostra l’insieme dei dati.

Per le attività concertistiche, si registra una certa diminuzione del numero dei concerti ma anche un forte aumento degli incassi e degli spettatori (in particolare tra il 2011 e il 2010 la musica leggera vede aumentare gli spettatori del 11,7% e la musica jazz del 16,9%). La lirica (che comprende anche l’operetta) segna complessivamente risultati alterni. Nel biennio 2011- 2010 aumenta infatti considerevolmente l’offerta (+ 14,2%), ma calano sia gli spettatori (-8,2%), sia gli incassi (-9,6%).

La prosa vede un calo complessivo, con una diminuzione dell’8,2% degli spettatori nel biennio considerato, con tutto quanto ne consegue in termini di incassi. Di segno opposto è la danza che vede nello stesso periodo un incremento della spesa del 37,6%, degli spettatori, del 16,6%, delle recite pari al 22,3%. Nell’arco del 2007-2011, il periodo complessivo preso in esame, gli andamenti negativi vedono una forte accentuazione nell’ultimo biennio, a conferma delle ricadute della crisi economica.

Il cinema- Per quanto concerne il cinema, nel 2011 la spesa degli spettatori è stata di 71 milioni e 735.000 euro, mentre sono stati venduti 11.268.848 biglietti, per un totale di 257.963 rappresentazioni. L’Emilia-Romagna è stata la seconda regione italiana per numero di biglietti venduti rispetto alla popolazione: 253 ogni 100 abitanti (il primato spetta alla Lombardia con 277). Tra il 2001 e il 2010 sono aumentate le rappresentazioni del 13%, ma sono diminuiti la spesa (-9,6%) e gli spettatori (-9,3). Nel biennio 2007-2011,  la spesa del pubblico era aumentata del 6% e gli spettatori erano calati solo del 3,5%. Lo spettacolo cinematografico ha scontato nel 2011 il risultato estremamente positivo fatto registrare nel 2010 a livello regionale e a livello nazionale con oltre 120 milioni di ingressi rilasciati (il risultato migliore dal 1986).

Il cinema si allinea con gli andamenti nazionali. Un riflesso evidente del calo del pubblico in questo settore è riscontrabile nella percentuale di riempimento delle sale – equivalente al rapporto tra i posti disponibili e quelli effettivamente venduti – che in regione è passata dal 23,9% del 2010 al 17,7% del 2011.

Occupazione e mercato del lavoro - L’Osservatorio ha presentato i risultati dello studio Occupazione e mercato del lavoro nello spettacolo in Emilia-Romagna, condotto attraverso indagini statistiche e interventi di esperti. I professionisti in Emilia-Romagna (la cui popolazione corrisponde al 7,3% del totale del Paese) sono complessivamente 9.671, di cui 7.666 nello spettacolo dal vivo (il 10,7% del dato nazionale) e 2.005 nel cinema (il 2,4% del dato nazionale). Nel triennio 2009-2011 i lavoratori del settore teatro sono calati in regione del 2,5% e quelli del settore musica e danza del 14,1%; negli ultimi dieci anni (dal 2002 al 2011) complessivamente i lavoratori dello spettacolo dal vivo sono calati dell’11,3% in Italia e del 22,5% in Emilia-Romagna.

Il calo è di fatto da addebitare, sia a livello nazionale sia a livello regionale, al settore artistico; in regione si registra nel decennio, viceversa, un incremento delle figure tecniche, amministrative e organizzative. Queste ultime sono aumentate del 38,9%.

Per quanto riguarda il cinema nel triennio 2009-2011 i lavoratori sono diminuiti del 2,6% mentre nel periodo 2002-2011 sono aumentati del 31%. Nel 2011 il reddito complessivo dei lavoratori dello spettacolo in Emilia-Romagna è stato di 73.730.000 euro.

I finanziamenti regionali - Per quanto concerne i finanziamenti assegnati nel 2012, la Regione Emilia-Romagna ha attribuito allo spettacolo dal vivo un finanziamento complessivo pari a 17.188.000, con un incremento rispetto al 2011 pari all’8,8%; l’intervento regionale ha consentito di fatto un riequilibrio a fronte del calo dei finanziamenti ministeriali. Riguardo le attività cinematografiche, l’entità dei finanziamenti a esse assegnate dalla Regione Emilia-Romagna nel 2012 ammonta a 1.264.000 euro, con una riduzione del 9% rispetto all’anno precedente.

Le attività cinematografiche sono principalmente concentrate su Bologna, che vede, prima fra tutte, la presenza della Fondazione Cineteca di Bologna.

I rapporti completi sono consultabili all’indirizzo: sito regione

Fonte: www.giornaledellospettacolo.it

SOTTOSCRITTO PROTOCOLLO D’INTESA TRA ANCI E ASSOMUSICA

6 giugno 2013 - "E’ necessario riconoscere il ruolo fondamentale dell’imprenditoria privata che produce e organizza spettacoli di musica popolare dal vivo per la promozione e diffusione della cultura’’. E’ quanto sostengono ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni italiani) e Assomusica (Associazione Italiana Organizzatori e Produttori di Spettacoli di Musica dal Vivo) che hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa al fine di valorizzare la musica dal vivo nell’ambito delle competenze dei Comuni e razionalizzare e rafforzare l’offerta culturale sul territorio.

“E’ fondamentale - concordano Vincenzo Spera, Presidente di Assomusica e Alessandro Cattaneo, Presidente f. f. dell’ANCI, firmatari del Protocollo - che i Comuni abbiano un ruolo attivo anche in questo settore, collaborando nell’individuazione e nella realizzazione delle iniziative che sul piano normativo e promozionale possano valorizzare, a livello locale e nazionale, la musica dal vivo, nell’ambito di una politica più generale di rafforzamento delle istanze culturali dei territori’’.

Molteplici gli obiettivi che ANCI e Assomusica intendono perseguire con questo Protocollo: dalla volontà di intraprendere un’azione comune volta a sostenere sul piano della formazione primaria e secondaria, in ogni sede istituzionale nazionale e locale, la musica dal vivo e l’accesso dei cittadini alla cultura, ad una specifica attenzione per lo sviluppo della legislazione regionale, che appare sempre più strategica nell’ottica delle competenze attribuite a questo livello istituzionale.

‘’Collaborare anche in termini progettuali, realizzativi ed economici, ad iniziative sovvenzionate da Ministeri, Regioni, Enti locali, è possibile!”, sostengono ANCI ed Assomusica che, d’ora in poi, porteranno avanti un’azione comune nei confronti dei Ministeri competenti, innanzitutto, in merito ai temi prioritari di sicurezza, lavoro e contribuzione, fiscalità, legislazione unica di riferimento, semplificazione amministrativa.

Numerose le proposte riguardanti pure scopi sociali e umanitari da perseguire insieme, come l’abbattimento delle tariffe Siae sulle manifestazioni con significative ricadute sociali, l’organizzazione di convegni, studi mirati e ricerche.

I Comuni e i professionisti dello spettacolo dal vivo riuniti in Assomusica s’impegneranno, come ribadisce testualmente il Protocollo sottoscritto, “a favorire lo sviluppo della libera espressione artistica e l’integrazione culturale delle comunità di migranti presenti sul territorio, nella logica del dialogo e dello scambio culturale, oltre a sperimentare forme di programmazione integrata e partecipata dell’offerta culturale dei territori anche attraverso l’attivazione dei Piani regolatori della Cultura’’.

“ANCI e Assomusica - sottolinea Vincenzo Spera - si propongono di attivare e rafforzare lo scambio interculturale con le altre realtà europee, intervenendo nelle scuole con azioni rivolte alla diffusione della musica popolare contemporanea e della sua cultura. E’ nostra intenzione – prosegue il Presidente di Assomusica - realizzare corsi specializzati per operatori del settore e individuare forme comuni di promozione in ciascuna città, anche attraverso la realizzazione di manifesti simbolo che ne sappiano valorizzare le peculiarità”.

‘’L'ANCI con questo Protocollo – dichiara Alessandro Cattaneo - intende valorizzare il rapporto dei Comuni con alcuni fra i più importanti imprenditori nel campo dello Spettacolo dal Vivo, per rafforzare e razionalizzare l'offerta di attività culturali sul territorio, consentendone una migliore fruizione ai cittadini. Inoltre, si cercherà per quanto possibile di procedere nella direzione della semplificazione degli adempimenti tecnici necessari per questo genere di attività, valorizzando le buone pratiche comuni già sperimentate in diverse realtà’’. 

‘’Un forte impegno - confermano ANCI e Assomusica - sarà profuso nel condividere la migliore razionalizzazione dell’utilizzo degli spazi di proprietà pubblica, con particolare attenzione alle forme di gestione e alla valorizzazione del partenariato con l’associazionismo e il privato non profit e profit’’.

Il Protocollo d'Intesa è disponibile per tutti gli Associati nell'Area Riservata del sito. Basta cliccare "Servizi agli Associati" / Accordi / ANCI ed effettuare il Log-in.

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